Gli stili dinamici permettono agli sviluppatori di rendere inizialmente visibile solo una parte del documento, con la possibilità, attraverso la definizione di elementi e classi in DHTML , di espanderne la struttura e visualizzarne il contenuto in modo analitico. Il codice che segue è un esempio molto semplice di tale struttura:
<HTML>text/css>
JavaScript>
outliner();>
fissochild=
menu> DHTML </H1>
radiovalue=
V1checked name=
R1onclick=stile(
times)>times 14 pt<br>
radiovalue=
V2name=
R1onclick=stile(
testo)>verdana 10 pt<br>
radiovalue=
V3name=
R1onclick=stile(
vuoto)>nascondi il testo</p>
menuCLASS=
times>
In questo esempio vengono create tre classi: fisso, espandibile e vuoto. La classe fisso
stabilisce gli elementi che, una volta cliccati, cambiano aspetto alla struttura e si associa all'attributo child. Quest'ultimo contiene l'ID dei dati da nascondere o visualizzare, e identifica, in modo univoco, gli elementi di questo genere all'interno della struttura. Nel caso specifico la classe fisso
determina, oltre al colore blu del testo, il tipo di puntatore che il mouse deve assumere quando si trova su un elemento della classe stessa. Quando si clicca sull'elemento fisso
, il nome di classe dei dati cambia da vuoto
a espandibile
, o viceversa, generando l'effetto desiderato.
Gli SCRIPT indicano al browser come interpretare le informazioni presenti in una pagina Web. In questo modo, relativamente alla marcatura presente tra <SCRIPT> </SCRIPT>, il browser delega all'autore la gestione degli eventi del documento. Nel momento in cui il browser legge, attraverso una particolare procedura chiamata di parser
, la marcatura del documento ed incontra <SCRIPT>, ne passa il contenuto all'elaboratore di script, per poi continuare l'interpretazione del resto della pagina.
I browser che non supportano la gestione di script ignorano quanto posto all'interno di <SCRIPT></SCRIPT>.